Novità 3 Giugno 2026
Anche quest’anno, in questi ultimi giorni di scuola, in alcuni Istituti Comprensivi della nostra Regione (esattamente 12 della provincia di Ancona e 3 della provincia di Macerata) si stanno celebrando le cerimonie pubbliche di consegna delle patenti per smartphone, a beneficio degli alunni/e delle classi I degli istituti in oggetto che hanno aderito al progetto che afferisce al Piano regionale per il contrasto e la prevenzione del GAP e delle dipendenze digitali, a cui collaborano in sinergia organizzazioni pubbliche (AST, servizi dipendenze) e del Terzo Settore (Cooss, Contorno Viola, Oikos).
L’azione è finalizzata all’acquisizione della consapevolezza e della responsabilità nelle generazioni più giovani in merito all’utilizzo dello smartphone, strumento che passa nelle mani di ragazzi e ragazze già dall’infanzia, con potenziali conseguenze deleterie senza conoscenze pregresse (si pensi a fenomeni quali violazione della privacy, cyberbullismo, sexting ecc.).
La logica che ha animato gli ideatori del “patentino” (sperimentato per la prima volta in Piemonte nell’anno scolastico 2016-17) nasce proprio da queste considerazioni: garantire a chi ne farà uso un percorso formativo preparatorio che illustri le regole basilari legate all’utilizzo. Far sapere, in definitiva, ciò che con lo smartphone si può fare e ciò che non si può fare e che è penalmente perseguibile, oltre che rendere le persone consapevoli anche in merito alle innumerevoli “trappole” del web.
I ragazzi/e, preparati dai docenti che hanno aderito al progetto, a loro volta formati da un’équipe di esperti provenienti dal mondo dell’educazione, possono così cimentarsi in un test finale (si tratta probabilmente del primo esame della loro vita) che li “abilita” al conseguimento di questa speciale patente.
Non si tratta, quindi, di discutere se sia lecito o meno l’utilizzo dello smartphone tra i giovanissimi/e (non crediamo nel proibizionismo, al quale preferiamo sempre l’azione educativa), né di disquisire a quale età si debba utilizzare lo strumento (lasciamo queste considerazioni a chi di dovere) ma, come sottolineano gli ideatori di “Contorno Villa”, di rendere consapevoli i ragazzi/e delle loro azioni e delle conseguenze di tali azioni. Non quindi, “smartphone sì” o “smartphone no”, ma “smartphone come”.
Questo è il motivo per cui la cerimonia di consegna della patente — cui partecipano famiglie, istituzioni cittadine, Polizia Postale, sistema scolastico ed enti partner — riveste un particolare significato simbolico. Il messaggio è chiaro: il sapere non appartiene a pochi luminari, ma all’intera comunità educante, suo naturale depositario, che lo diffonde e lo trasmette in modo reciproco tra tutti i cittadini.


